I falsi miti che bloccano l’ecommerce aziendale

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Uno degli obiettivi delle aziende è fortificarsi nella difficile sfida della competitività imprenditoriale, specialmente nello spingere il commercio digitale. In modo particolare quest’ultimo aspetti ci tocca da vicino. Affiancare le aziende in progetti di ecommerce è il nostro quotidiano, ma quali sono i freni più grandi che le imprese affrontano? A volte si tratta di falsi miti o pregiudizi riguardo al commercio elettronico B2B.

La prima cosa che bisogna capire è che:

il commercio elettronico è un veicolo verso la trasformazione digitale delle imprese, nel quale si deve approfittare di strumenti come i dispositivi mobili, l’intelligenza artificiale e le reti sociali, che oltre a spingere verso il cambiamento nelle organizzazioni, fortifica e permette di attivare sempre più trattative commerciali con rendimento in rialzo per le aziende.

Molti falsi miti (e paure) finiscono per pregiudicare l’avanzamento nella strategia digitale delle imprese. Questo implica che una vera adozione delle nuove tendenze risulta bloccata. Progettare una strategia focalizzata ai risultati e alla loro misurazione è la giusta chiave per evitare questo inconveniente. Diventa rilevante soprattutto in questo fase storica, quando il mercato B2B a livello mondiale raggiunge la cifra di 7.6 miliardi di dollari, solo a inizio 2018.

Nonostante gli avanzamenti che si sono percepiti nel commercio online permangono ancora dei dubbi, persistono ancora le insicurezze di fronte a questo tema, non solo nei consumatori, ma anche nelle aziende. L’immaterialità dello spazio commerciale elettronico, la paura del reparto vendite di perdere rilevanza, la difficoltà di misurare dei risultati univoci. Sono solo alcune delle problematiche che intervengono nelle fasi iniziali di discussione riguardo un ecommerce aziendale.

La capacità di vedere il progetto come ad uno scenario dove cogliere le opportunità di commercio che si presentano, fa la differenza tra successo e fallimento.

Uno dei maggiori errori è quello di relegare la creazione solo al reparto IT dell’azienda, senza considerare le variabili rilevanti conosciute da parte di tutto il resto dei reparti (produzione, vendite, logistica, marketing). La decisione di avviare un progetto di ecommerce B2B aziendale richiede una condivisione allargata del progetto.

In Italia l’e-commerce b2b è cresciuto del +18,75%. 120mila aziende hanno già adottato questa soluzione.

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Con l’implementazione dell’eCommerce si potrà diversificare anche la forma in cui l’impresa comunica con i clienti: attraverso chat, messaggi e social network.

Allo stesso modo attraverso un buon contatto online si apre anche un canale di comunicazione su prezzi e negoziazione che permetterà all’impresa di essere presente online e a sua volta di non trascurare l’aspetto personale e confidenziale che i venditori/commerciali possono avere con i clienti.

Quando si crea una piattaforma ecommerce, le aziende non devono spostare le consuetudini offline su servizi e prodotti proposti onlin utilizzando sempre lo stesso modello.

Primo fra tutti: un pubblico distinto come B2B o B2C, richiede una strategia regolata sulle particolari necessità dei diversi segmenti di mercato.
Tra un eCommerce B2B ed uno B2C esistono differenze operative. Ad esempio, nell’eCommerce B2C si dovrà provvedere a fornire la maggiore quantità di informazioni utili ed opzioni di servizio al cliente. Nell’eCommerce B2B, invece, bisognerà dimostrare di poter risolvere i problemi a livello imprenditoriale.
Nell’eCommerce B2B inoltre, ha molto valore l’introduzione di elementi come la possibilità di creare un proprio account personale ed altre forme per identificare un cliente ricorrente.
Si tenta in questo modo di facilitare un processo di accompagnamento lungo le decisioni di acquisto e di riordino, dove l’informazione personalizzata, con le necessità ed obiettivi specifici, è lo strumento più adatto per guidare alla soluzione di dubbi.

Infine, nella vendita in un eCommerce B2C, il cliente spera di passare dall’acquisto alla conferma nel minore tempo possibile, mentre nel B2B si tratta di un processo più attento e complesso, dove c’è molto spesso un avvicinamento di un team di vendite attraverso chiamate o chat: è l’offline che integra la strategia online.

Nei paragrafi precedenti abbiamo voluto mettere in luce come alcuni aspetti comuni possano diventare ostacoli molto difficili da evitare. Quando un’azienda decide di avviare un progetto di ecommerce B2B deve chiarire molti aspetti per far funzionare il proprio futuro ecommerce.
La gestione commerciale, lo sviluppo online delle trattative, un diverso approccio del customer service e della logistica. Le soluzioni ecommerce portano grandi successi, se costruite su basi i partenza solide e condivise.

In Italia l’e-commerce b2b è cresciuto del +18,75%. 120mila aziende hanno già adottato questa soluzione.

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