I 3 elementi base per avere una homepage ecommerce che funzioni

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Creare una piattaforma online capace di generare lead di qualità e fatturato di vendita può essere complicato per una società di Business-to-Business (B2B). Nel web è possibile trovare pagine e pagine di suggerimenti, su casi e settori diversi, a volte opposti. Per un’azienda manifatturiera è difficile capire come orientarsi in un progetto di ecommerce.

Le aziende che operano nel mondo B2C si sfidano a colpi di annunci a pagamento sui social, migliorano il loro posizionamento SEO, monitorano la brnad awareness data dai loro fan/follower.

Le aziende che operano in mercati B2B hanno a che fare con un mercato diverso e con caratteristiche del tutto uniche.

Ci sono tre sfide da affrontare con le quali le aziende interagiscono frequentemente:

  1. saturazione: come essere rilevante e fare un’impressione significativa in un mercato affollato e concorrenziale?
  2. Semplicità vs autorevolezza: come articolare la storia del brand per differenziarsi in modo semplice e costante?
  3. Dati: come allineare i dati di analisi attraverso le varie business unit?

Queste sfide, se affrontate con competenza, sono grandi opportunità per l’azienda. In questo articolo analizzeremo le homepage ecommerce – naturalmente una delle pagine più visitate del sito web.

Regola 1. Conoscere il target

Questa è la chiave per un sito web ben riuscito. Il ciclo di vendite B2B è lungo e spesso comporta decisioni multiple; questo comporta difficoltà nel reperire informazioni rapidamente e nel vedere risultati nel breve termine. Le vendite B2B tendono d’altra parte comunque a richiedere di seguire i clienti e le trattative commerciali. Questo è anche quello che dovrebbe incorporare una homepage dedicata all’attività ecommerce.
Bisogna dimostrare fiducia attraverso il livello di servizi, le relazioni e le offerte personalizzate (senza dimenticare il rispetto dei dati degli utenti, come definito dalla GDPR).
Creare una homepage pensata per il proprio mercato obiettivo diventa perciò un elemento fondamentale: serve ad attrarre ed interessare quel segmento di mercato che rappresenta (o può rappresentare) il giusto pubblico di utenti.

In Italia l’e-commerce b2b è cresciuto del +18,75%. 120mila aziende hanno già adottato questa soluzione.

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Regola 2. Trasmettere il messaggio in modo efficace

L’importanza del copywriting è spesso trascurata dalle aziende nel web. Può sembrare ovvio, ma molti perdono di vista l’obiettivo di trasmettere informazioni allo scopo di generare interesse quando scrivono.
Il copywriting ha un ruolo chiaro nella home page aziendale: guidare l’utente in ogni passo, creando una dopo l’altra ragion irresistibili per continuare a visitare il sito, richiedere informazioni o contatti. Queste azioni sono le chiavi che conducono alla conversione finale.
La homepage illustra rapidamente le caratteristiche chiave dell’azienda? Questa è una domanda cruciale che definisce anche i primi elementi di fiducia per l’utente.

Regola 3. Semplicità

Molte ricerche mettono in luce come le aziende non riescano a risolvere il problem di comunicazione verso l’esterno: questo significa che le persone al di fuori dell’azienda non riescono a capire i reali benefici del rapporto e, nel peggiore dei casi, neppure i vantaggi che il prodotto/servizio ha. Questo è un problema comune in molte aziende, specialmente per quelle che sviluppano ed introducono sul mercato nuove tecnologie, prodotti o servizi.

Cosa accade allora? Succede che le aziende sentono il bisogno di spiegare tutto nel dettaglio, in maniera maniacale ed esasperata.

Il giusto approccio, ritornando al punto precedente, si trova nel provvedere a risolvere le specifiche necessità dei clienti. L’utente del nostro sito è un tecnico oppure no? Ricerca dettagli e specifiche o ha bisogno di un confronto sul servizio? Si tratta di una grande multinazionale o di una piccola realtà? Alcune di queste domande non possono essere risposte a priori: diventa dunque importante rendere la pagina di ingresso nel sito semplice, comprensibile da tutti e autorevole. Saranno proprio gli utenti a richiedere il livello di dettaglio di cui hanno o sentono la necessità.

Se stai cercando di chiarire le idee su come migliorare il tuo sito web B2B, speriamo che questi tre semplici esempi ti abbiano aiutato per cominciare ad ottimizzarlo. Puoi cominciare con un semplice collaudo o partire con una più aggressiva modifica del progetto.
In entrambi i casi, è vitale stabilire un punto di riferimento con la situazione corrente ed avere i giusti strumenti per misurare l’impatto ed i risultati.

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